APERTURA PORTA SANTA DELLA CARITA’ SABATO 20 FEBBRAIO ORE 17.00

presso BINARIO DELLA SOLIDARIETA' - CARITAS in Via Taddeo da Sessa 93 - Napoli

Venite adoriamo!


Il Papa ha aperto la Porta Santa della Carità. Che significa? Oltre ad essere un segno di grande attenzione verso i più disagiati, il gesto di Francesco spiega la parola “Misericordia” nel suo senso più profondo: E’ l’invito che il Signore fa a ciascuno di noi a “farsi porta” dell’attenzione, dell’ascolto, dell’ accoglienza e del servizio fatto col “cuore tra le mani” verso chi non ne ha di attenzione o non ne ha ricevuto. Anche la Chiesa di Napoli apre la Porta Santa della Carità al Binario della Solidarietà Sabato 20 Febbraio 2016 alle ore 17.00, guidati dal Nostro Cardinale Arcivescovo che presiede nella Carità e che è il luogo dove la città diventa chiesa, cioè, insieme ospiti, operatori e volontari dei servizi Caritas trasformano la fame in preghiera, la solitudine in ringraziamento. Mettono insieme diversi tipi di solitudine e di fame: chi ha il cuore martoriato trova ristoro; chi ha perso il proprio cuore nelle comodità ,lo ritrova, inizia a farlo funzionare.
Quella di Papa Francesco è la prima Porta Santa che non si apre in una cattedrale, ma nel tempio vivo del suo amore per noi, che tanto è più potente e si vede quando l’uomo lo fa passare per il suo cuore che si fa porta. E quando si dice carità, accoglienza non si pronunciano parole vuote, ma si intrecciano mani, sguardi, cibo, coperte.
Il Papa ha detto: “se tu vuoi trovare Dio, cercalo nell’umiltà, nella povertà, dove lui è nascosto, nei bisognosi, nei più bisognosi: nei malati, negli affamati, nei carcerati”. “Dio – ha detto il Papa – viene a salvarci e non sceglie una grande città e un grande impero, non una principessa come madre. Non un palazzo di lusso». ha scelto «il rifiuto», perché Giuseppe e Maria «erano fidanzati» e quando Maria rimase incinta, Giuseppe e Maria fecero tutto «di nascosto, anche contro la calunnia», con umiltà.
“Alla fine Dio Non dirà: ma, tu vieni con me perché hai fatto tante belle offerte alla Chiesa, sei un benefattore vieni al cielo. No, l’entrata al cielo non si paga con i soldi! Non dirà: tu sei molto importante, hai studiato tanto, hai avuto tante onorificenze. No, le onorificenze non aprono la porta del cielo. Cosa ci dirà Gesù per aprire la porta del cielo? Ero affamato e mi hai dato da mangiare, ero senza tetto e mi hai dato una casa, ero ammalato e sei venuto a trovarmi, ero in carcere e sei venuto a trovarmi. Gesù è nell’umiltà. L’amore di Gesù è grande. Gesù dice di più: i più peccatori, se si pentono ci precederanno nel cielo. Lasciati abbracciare dalla sua carezza di padre, dalla sua misericordia, dal suo perdono. Questa è la carità. Solo così, quando anche noi ci riconosciamo bisognosi, a pezzi, noi ci avviciniamo a quelli che soffrono, quelli scartati dalla società, allora là è Gesù. Questa porta, che è la porta della carità, la porta dove sono assistiti tanti scartati, ci faccia capire che anche sarebbe bello che ognuno di noi si sentisse scartato e sentisse il bisogno dell’aiuto di Dio”.
Da anni la chiesa di Napoli è una chiesa in uscita. Essa si è posta l’obiettivo di affrontare il degrado, ridurlo, combatterlo.  Già Nella lettera pastorale del 2014 il Card. Sepe ha stigmatizzato la piaga più temibile della Città di Napoli: l’immobilismo, la tentazione della rassegnazione del fatalismo: Dio non abita più qui???
La Chiesa Napoletana, cioè l’unione, la collaborazione,la comunione, la preghiera attiva, che è l’ insieme di clero e fedeli ha avuto un riferimento centrale: Benedizione/Condivisione; dono/nutrimento; dignità/verità/libertà.
E lo ha fatto e promosso in tanti modi, con le mense, oratori, i dormitori, con la musica, l’ ascolto, ma soprattutto con la speranza irriducibile di continuare ad educare alla dignità e all’incontro e soprattutto, come dice il Nostro Cardinale Arcivescovo a non… farci rubare la Speranza!  

Senza di voi non è possibile incontro: si impara solo dal nuovo, dall’altro; senza il bambino di cui prenderti cura non impari ad essere genitore; senza il maestro non impari a cantare, a leggere, a lavorare; senza l’amato non scopri l’amore. Da voi stranieri, che venite da lontano o che tornate da tanta fatica questa città sta imparando chi vorrebbe essere, sta scoprendo di nuovo che ce la può fare a non farsi dominare da sete di potere e danaro.Infine un gruppo di animatori della Caritas di Napoli per tutto l’anno accoglierà i pellegrini, come singoli o in gruppo, che vogliano vivere il passaggio della Porta della Carità come occasione profonda di conversione, condivisione e servizio. Il passaggio attraverso la soglia giubilare è quindi parte di un percorso che verrà preparato insieme a ospiti, operatori e volontari dei servizi diocesani e parrocchiali della diocesi di Napoli. saranno gli ospiti, i volontari e le suore a preparare la Porta della Carità.Tutte le richieste possono pervenire ad ufficiocaritas@www.chiesadinapoli.it  Buon Anno della Misericordia ed auguri a tutti! Pax et Bonum! don Enzo CozzolinoDirettore Caritas Diocesana di Napoli 

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